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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Confessioni (Agostino)
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(latino)

«Magnus es, Domine, et laudabilis valde: magna virtus tua et sapientiae tuae non est numerus. Et laudare te vult homo, aliqua portio creaturae tuae, et homo circumferens mortalitatem suam, circumferens testimonium peccati sui et testimonium, quia superbis resistis»

(italiano)

«Tu sei grande, Signore, e ben degno di lode; grande è la tua virtù, e la tua sapienza incalcolabile. E l'uomo vuole lodarti, una particella del tuo creato, che si porta attorno il suo destino mortale, che si porta attorno la prova del suo peccato e la prova che tu resisti ai superbi»

(Incipit delle Confessioni)

Le mwbqmwbgConfessioni (in mwbwlatino mwcamwcqConfessionum libri XIII o mwcgmwcwConfessiones) sono un'opera autobiografica in XIII libri di mwdaAgostino d'Ippona, mwdqpadre della Chiesa, scritta nel 398. È unanimemente ritenuta tra i massimi capolavori della mwdgletteratura cristiana. In essa, sant'Agostino, rivolgendosi a mwdwDio, narra la sua vita e in particolare la storia della sua mweaconversione al mweqCristianesimo.

Contents

Libro I
Libro V
Libro X
Temi
Note

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Contenuto

«Dal primo libro al decimo esse parlano di me, negli altri tre delle sacre Scritture»

(Retractationes II, 6, 1)

L'opera è costituita da un continuo discorso che Agostino rivolge a mwfgDio (libri 1-9), da qui il termine mwfwconfessione, e inizia con una mwgaInvocatio Dei ("invocazione di Dio").

Nei libri I-IX l'autore incomincia con la narrazione, interrotta frequentemente da ampie e profonde riflessioni, della sua infanzia, vissuta a mwggTagaste, e degli anni dei suoi studi e poi di professione come mwgwretore nella città di mwhaCartagine. Durante questo periodo Agostino vive una vita dissoluta e corrotta, fino a quando a 19 anni la lettura dellmwhq'mwhgmwhwHortensius di mwiaCicerone (opera andata perduta) lo indirizza sulla via della mwiqfilosofia che lo porta all'adesione al mwigManicheismo. Il suo lavoro lo porta quindi a mwiwRoma e poi a mwjaMilano, dove avviene la sua conversione al mwjqCristianesimo e viene mwjgbattezzato dall'allora mwjwvescovo di Milano, mwkaSant'Ambrogio. La narrazione autobiografica si conclude con il ritorno in mwkqAfrica e la nomina a mwkgvescovo di mwkwIppona, carica che ricopre a partire dal mwla395.

Al suo ritorno a Tagaste nel 388, Agostino aveva terminato l'opera, ma la risonanza dell'opera e le richieste di amici di proseguire la narrazione, lo indussero a scrivere i libri successivi. A questa sofferta decisione è dedicato il libro X.cite-ref-1[1]

Nei libri XI-XIII l'autore rivolge la sua attenzione ad una serie di considerazioni sull'essenza del tempo, specie sul suo ruolo nella vita dell'uomo, e sulla sua origine (risalente alla mwmwCreazione), effettuando un commento dei relativi passi della mwnaGenesi.

«Tredici libri delle mie

Confessioni

lodano Dio giusto e buono per i miei mali e per i miei beni, e verso di Lui sollevano la mente e gli affetti degli uomini»

(Retractationes II, 6, 1)

Nella sua opera Agostino svela quindi i tre significati del termine mwnwconfessio:

• Il primo è quello di "mwogconfessio peccatorum" (confessione dei peccati), in cui un'mwowanima umilmente riconosce i propri mwpapeccati; tale significato è sviluppato nella prima parte della narrazione, incentrata sulle dissolutezze e sugli errori degli anni precedenti alla conversione.
• Il secondo è quello di "mwpglaus dei" (lode a Dio), in cui un'anima loda la maestà e la mwpwmisericordia di Dio; questo si verifica dopo la conversione.
• Il terzo è la "mwqqconfessio fidei" (mwqgprofessione di fede) in cui un'anima spiega sinceramente le ragioni della propria mwqwfede, come ad esempio viene fatto negli ultimi quattro capitoli.

Struttura e stile

Una caratteristica formale che contraddistingue l'opera è lo stile vocativo, il rivolgersi continuo e diretto a Dio, che diventa intenzionalmente un colloquio informale, che cede ora alla mwswpreghiera, ora al ringraziamento, ora alla mwtqsupplica.

Lo stile delle confessioni è inoltre elevato: nell'opera Agostino esibisce tutte le sue abilità di mwtwretore e di grande conoscitore delle mwuaSacre Scritture.

L'autore inoltre alterna espressioni concise e rapide ad un periodare articolato e complesso, ricco di figure retoriche, lasciandoci spesso un'impressione di artificio, che riflette indubbiamente la sua abilità di retore consumato e una consuetudine contratta dalla predicazione religiosa. Nelle "mwugConfessiones" è infatti facile rilevare influssi ed echi delle scritture Bibliche e lo stesso testo è estremamente ricco di citazioni dell'mwuwAntico e del mwvaNuovo Testamento.

Ne risulta uno stile disuguale, vivo, drammatico, perfettamente aderente al tessuto narrativo. Risulta difficile una lettura continuativa seguendo una trama perché l'opera non si sviluppa con una sola traccia, ma come un insieme di verità, un intreccio di testimonianza e racconto, di cultura filosofica e biblica, di lirica e di riflessione, di ricerca di Dio e dell'uomo.cite-ref-cita-confessioninewton-p-10-2-0[2] Per questo motivocite-ref-cita-confessioninewton-p-10-2-1[2] egli afferma:

«se dovessi scrivere qualcosa di suprema autorità, preferirei scrivere in modo tale che tutto ciò che uno potrebbe cogliere di vero si trovasse nelle mie parole, piuttosto che affermare un'unica sentenza vera»

(Confessioni XII, 31)

La scelta di impostare la narrazione usando il dialogo è chiaramente ispirata a mwyaPlatone, che per mantenere fede agli insegnamenti del suo maestro mwyqSocrate, utilizza il dialogo per giustificare la scrittura, rendendo il lettore partecipe in esso.

Sinossi

Libro I

Dopo una serie di invocazioni a Dio, Agostino ricorda la sua infanzia e fa alcune considerazioni sull'animo dei bambini, che già nella culla danno prova di invidia (per il compagno di latte) e di malvagità (tormentano col pianto i genitori). Crescendo Agostino incomincia a frequentare la scuola, ma non è uno studente modello: i maestri lo picchiano in continuazione perché vuole sempre giocare. All'improvviso si ammala ed è sul punto di essere battezzato, ma la sua guarigione spinge la madre a differire il sacramento. Nel crescere Agostino deve imparare il greco, che odia, mentre studia più volentieri il latino (eccelle nelle declamazioni retoriche). Alla fine del libro riflette sull'inutilità delle nozioni epiche e mitologiche apprese, che allontanano il fanciullo da Dio.

Libro II

A sedici anni Agostino interrompe i suoi studi a Madaura e torna a Tagaste. Qui prova per la prima volta i piaceri dei sensi. Una notte, poi, ruba alcune pere con un gruppo di amici per il solo gusto di infrangere la legge. Segue una lunga riflessione sull'assurdità del suo gesto.

Libro III

Agostino si reca a Cartagine, dove si appassiona agli spettacoli teatrali e all'amore carnale. Lì legge l'Omwcartensio di Cicerone e incomincia ad amare la filosofia. Sfoglia la Bibbia, ma la trova troppo rozza, così aderisce alla setta dei manichei. Intanto sua madre ha un sogno profetico e decide di andare a vivere assieme a lui. Rattristata dalla sua passione per il manicheismo implora un vescovo di parlare col figlio, ma quello rifiuta perché è inutile. Poi, commosso dalle sue preghiere, aggiunge: «Il figlio di queste lacrime non può morire» («mwcqFieri non potest, ut filius istarum lacrimarum pereat», mwcgConfessioni, III, xii).

Libro IV

Agostino è ormai un seguace dei manichei. Si è unito stabilmente a una donna, insegna retorica a Tagaste e partecipa a gare letterarie. Si appassiona all'astrologia, ma ne viene distolto da mwdqVindiciano, governatore di Cartagine. Il Santo in questo periodo è molto amico di un giovane che ha studiato assieme a lui. Questi, però, muore all'improvviso e Agostino, distrutto dal dolore, si trasferisce a Cartagine. Qui compone l'operetta perduta mwdgDe pulchro et apto, che dedica a Jerio, famoso oratore romano. Racconta poi di aver letto le mwdwCategorie di Aristotele, ma di aver fatto cattivo uso della sapienza lì contenuta, che l'ha allontanato ancor più da Dio.

Libro V

A Cartagine arriva Fausto, un famoso vescovo manicheo. Agostino è tormentato da dubbi religiosi perché le sue nozioni di astronomia sono contraddette senza ragione da Mani. Così si rivolge a Fausto, ma questi è totalmente ignorante in materia e lo ammette con sincerità. Qualche tempo dopo Agostino decide di trasferirsi a Roma, in modo da sfuggire all'indisciplina degli studenti cartaginesi. Sua madre vorrebbe seguirlo, ma lui la lascia indietro con l'inganno. Nell'Urbe si ammala gravemente, ma riesce a guarire e dubita sempre più della correttezza delle dottrine manichee; si avvicina agli accademici e al loro scetticismo. Intanto gli studenti romani non lo pagano, così, anche grazie all'appoggio di Simmaco, si trasferisce a Milano. Qui ascolta, inizialmente per puro interesse retorico, le omelie di sant'Ambrogio. Tuttavia lentamente la fede si insinua in lui e decide di essere di nuovo catecumeno nella Chiesa Cattolica.

Libro VI

Monica, sua madre, raggiunge Agostino a Milano e diventa una devota di sant'Ambrogio. Il vescovo talvolta parla con Agostino, ma non ha il tempo di risolvere tutti i suoi dubbi. Agostino nel frattempo rivaluta la Bibbia e prosegue la sua carriera di retore. Un giorno, prima di pronunciare un mwfapanegirico davanti all'imperatore, incontra un mendicante ubriaco e capisce che quello, a differenza di lui, è felice. Il Santo, poi, parla dell'amico Alipio, un tempo amante degli spettacoli circensi e gladiatori, poi ravvedutosi. Questi diventa presto un magistrato e agisce sempre con grande onestà. Quindi Agostino torna alla sua vicenda personale: a Milano è schiavo dei sensi, ripudia la sua prima compagna, da cui aveva avuto un figlio, in attesa di sposare una fanciulla con una ricca dote, ma non riesce a mantenersi casto.

Libro VII

Agostino riflette su Dio e conclude che le tesi dei manichei sono assurde. Poi volge la sua mente al problema del male: perché un Dio buono ha permesso che il male esistesse? Legge alcuni testi neoplatonici e grazie ad essi e alla Provvidenza comprende che il male non è una sostanza, ma un traviamento della volontà, che si allontana da Dio. Racconta poi di una visione da lui avuta, espone le sue idee sull'Incarnazione e infine dice di aver trovato le risposte a molte sue domande in san Paolo: Dio per salvare le anime degli uomini non si basa sulle opere che questi ultimi conseguono, ma sulla loro fede in Dio e nell'incarnazione di Cristo.

Libro VIII

Agostino va da Simpliciano, un dotto sacerdote, e questi gli narra la conversione di Mario Vittorino, celebre intellettuale romano. Agostino, che non ama più il suo incarico di maestro di retorica, pensa di imitare subito Mario Vittorino, ma in lui c'è un conflitto tra due tendenze diverse della stessa volontà. Un giorno Agostino e Alipio ricevono Ponticiano, un membro della corte imperiale, che racconta loro la conversione di due funzionari romani di Treviri, che durante una passeggiata avevano letto un brano della Vita di san Antonio, trovata per caso in una capanna. Dopo aver saputo di queste repentine conversioni Agostino, in preda a una lotta interiore, esce in giardino, sente un bambino che esclama «mwgqtolle lege, tolle lege» («prendi leggi, prendi leggi», mwggConfessioni, VIII, xii), apre le mwgwLettere di san Paolo e legge un brano contro la concupiscenza (Rm 13,13-14). Dopo aver comunicato all'amico quanto gli è accaduto Agostino scopre che anche l'amico Alipio ha avuto lo stesso percorso, così entrano in casa e annunciano il tutto a Monica, che esulta di gioia.

Libro IX

Agostino in questo capitolo rinuncia all'insegnamento usando come pretesto un disturbo ai polmoni per non suscitare malignità da parte dei genitori degli studenti, e si reca per le vacanze della vendemmia in una villa assieme al figlio Adeodato, il fratello (nominati ora entrambi per la prima volta), l'amico Alipio, e qualche suo discepolo. È questo il capitolo del battesimo (il quale insieme ad Agostino lo ricevettero Adeodato e Alipio) e della morte di Monica, alla quale dedica parecchi racconti per ricordarla e per pregare Dio per i suoi peccati. Aveva bevuto di nascosto del vino in gioventù, le rimproverava anche la sua mitezza come sposa e la sua concordia con la suocera. Descrive poi l'estasi avuta da lui e sua madre a Ostia prima di narrarne la morte. Monica non si preoccupa affatto della sua sepoltura, perché è certa che il Signore saprà da dove risuscitarla alla fine dei secoli e perché conta sulle preghiere dei figli che la ricorderanno avanti l'altare del Signore in ogni parte del mondo. Agostino è molto sollevato da questo suo cambio di idea in quanto si era sempre preoccupata della sepoltura fisica accanto al marito, il che risulta superflua rispetto alla grandezza del Signore.

Libro X

Agostino espone i motivi che lo hanno spinto a scrivere le mwiaConfessioni. Poi dice che ha sempre amato Dio e che lo ha cercato nel Creato, ma Dio non è uno degli elementi, che però rimandano costantemente a Lui. Descrive quindi in modo minuzioso la memoria e i suoi contenuti. Osserva che tutti gli uomini desiderano la felicità, ma pochi la trovano, perché solo in Dio c'è la vera gioia. Espone infine i difetti dell'uomo: la concupiscenza, l'amore per i profumi, per i canti, per gli oggetti appariscenti, per la vana curiosità. Il pericolo più insidioso, però, è la superbia, conseguenza delle lodi degli uomini. Considerato tutto questo emerge che l'uomo si può riconciliare con Dio solo attraverso Cristo.

Libro XI

Agostino prega Dio perché gli dia la sapienza per comprendere le Sacre Scritture. Analizza poi il primo versetto della mwiwGenesi e si chiede con quale parola Dio abbia creato il cielo e la terra. Argomenta che tutto è stato creato nel Verbo, che è il Figlio. Poi riflette su Dio e sull'eternità: che cosa faceva Dio prima della creazione del mondo? Nulla, perché il tempo non esisteva. Segue una lunga riflessione sull'argomento, in cui Agostino sostiene che il tempo non esiste oggettivamente, ma è frutto della coscienza degli individui, divenendo così una sorta di dimensione interiore soggettiva. Tali considerazioni si concludono con l'affermazione sul fatto che esistono tre tempi: il presente del passato (la memoria), il presente del presente (l'intuizione) e il presente del futuro (l'attesa).

Libro XII

Agostino commenta i primi versetti della mwjgGenesi, analizza il concetto di tenebre e di materia informe, poi argomenta che Dio ha creato dal nulla (mwjwde nihilo) e fuori dal tempo. Seguono alcune riflessioni sui termini «in principio», «cielo» e «terra». Dopo aver elencato le varie interpretazioni possibili conclude che probabilmente il pensiero di Mosè, autore della mwkaGenesi, è applicabile a diverse teorie. Agostino non sa quale sia più vera e ammonisce gli uomini a non lanciarsi in speculazioni azzardate per evitare di finire come uccelli implumi caduti dal nido perché incapaci di volare.

Libro XIII

Agostino continua il commento dei primi versetti della mwkwGenesi. Interpreta allegoricamente la creazione della luce e lo spirito che si libra sulle acque, figura dello Spirito Santo che eleva i cuori degli uomini verso Dio distogliendoli dal tendere verso il peccato. Riflette poi sulla Trinità, che tenta di spiegare con un'analogia ai verbi «essere», «conoscere» e «volere». Commenta poi la creazione delle acque, della terra, del giorno e della notte, osservando che non solo il mondo, ma anche gli uomini hanno ricevuto da Dio doni diversi, paragonati alle stelle che brillano nel firmamento. Gli astri sono accostati anche agli Apostoli, che hanno ricevuto il fuoco dello Spirito Santo. Infine menziona la creazione di rettili, uccelli, pesci e dell'uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio. Agostino conclude l'opera augurandosi di trovare pace nella vita eterna.

Temi

Tematica centrale dell'opera è il rapporto tra mwmgDio e l'mwmwuomo e in particolare di come l'uomo, che cerca la mwnafelicità e dunque (secondo quanto insegnato dalla mwnqfilosofia greca) la mwngverità, per conoscere Dio non possa ricorrere alla sola ragione ma abbia bisogno anche del sostegno della mwnwGrazia divina e, quindi, della fede.

La modernità dell'opera

«Le

Confessioni

di S. Agostino sono una delle opere di più sconcertante modernità che l'antichità ci abbia lasciato.

»

L'opera, grazie alla sua forte concentrazione sull'mwpwio dell'autore, svela una sua sorprendente modernità, non solo nel senso di "attualità": pur non essendo infatti la mwqaprosa dell'interiorità una novità assoluta nell'ambito delle letterature classiche, è assolutamente nuova la forza dell'ispirazione e soprattutto il fatto che l'autore narri diffusamente e, almeno per quel che ne sappiamo, in modo totalmente sincero, della propria vita, facendo di essa il vero fulcro dell'opera; tanto che, tra i tanti generi letterari presenti in diversa misura nelle mwqqConfessioni (tra cui appunto quello dottrinale), quello più evidente e universalmente noto è proprio il loro essere "mwqgautobiografia".

Un altro punto di modernità è rappresentato dal fatto che la dimensione autobiografica principale sia quella interiore, dell'mwraanima; inoltre, gli avvenimenti esteriori, pur non assenti, sono rivissuti con l'atteggiamento severo del peccatore pentito: si vedano gli episodi del furto di pere (II, 9-18), dell'adolescenza e dei primi segni della mwrqpubertà, dell'attrazione irresistibile per il mwrgsesso femminile, del mwrwfiglio illegittimo avuto da una mwsaconcubina. Difficilmente le opere biografiche o autobiografiche dell'antichità si erano permesse una tale a-storicità e un tale ripiegamento introspettivo.

Finalità dell'opera

Stabilire lo scopo che ha indotto Agostino a scrivere l'opera non è semplice.

Naturalmente fra i motivi della nascita delle mwtaConfessioni va considerata anche la necessità, in un periodo difficile per il mwtqCristianesimo, di controbattere ad alcune mwtgeresie e di risolvere questioni inerenti alla fede sollevate dalle recenti mwtwpersecuzioni in alcune zone del mwuabacino del Mediterraneo. Ma sarebbe limitativo considerare l'opera come semplice esempio del filone mwuqapologetico, dottrinale o anti-mwugeretico.

In mancanza di dati oggettivi, si sono avanzate diverse ipotesi che mirano non tanto a spiegare la genesi dell'opera, quanto ad individuarne la causa occasionale: alcuni hanno ipotizzato che Agostino abbia voluto giustificarsi con i mwvaDonatisti, che gli rinfacciavano le intemperanze giovanili per screditarlo, altri studiosi hanno visto nell'opera una confessione pubblica come quella dei mwvqcatecumeni. Un'altra tesi è quella per cui egli abbia voluto esemplificare agli altri, attraverso la propria esperienza personale, il faticoso ascendere della sua mwvganima verso il mwvwPadre celeste, per celebrarne la grandezza e la mwwamisericordia.

Per quest'ultimo motivo "le confessioni" potrebbero essere considerate la storia di una "mwwgperegrinatio animae" ("pellegrinaggio dell'anima"), in cui lettori di epoche e culture diverse possono trovare conforto e stimolo per la meditazione sugli eterni e immutabili problemi esistenziali.

Diffusione e influssi

La fortuna delle mwxqConfessioni fu grandissima: se nel mwxgmwxwDe Civitate Dei Agostino è più ispirato e nel mwyamwyqDe Trinitate più profondo, solo qui raggiunge una sintesi di mwygfede, mwywarte e mwzacultura che nei secoli ispirerà grandissimi artisti e letterati come mwzqDante Alighieri, mwzgFrancesco Petrarca e mwzwBotticelli.

Le mw0qConfessioni furono subito oggetto di commento e di studio in primis dal vescovo di mw0gCalama, mw0wPossidio, che conobbe di persona Agostino e ne scrisse la biografia:

(latino)

«[…] in suis

Confessionum

libris de semetipso, qualis ante perceptam gratiam fuerit qualisque iam sumpta viveret, designavit.»

(italiano)

«Nelle sue

Confessioni

racconta di se stesso, quale fu prima di ricevere la grazia e come visse dopo averla ottenuta.»

(Possidio, Sancti Augustini vita, praefatiocite-ref-4[4])

Furono inoltre influenzati dalle mw2gConfessiones letterati come mw2wPetrarca (che ne fece modello del mw3amw3qSecretum), per arrivare a mw3gRousseau, che ne adottò il titolo per la sua opera autobiografica, giustificando la scelta con ragioni ovviamente diverse da quelle di Agostino.

Commenti

«Le

Confessioni

...non è una autobiografia, è la prima autobiografia, è un romanzo, un collage di testi sacri, pura ermeneutica, un canovaccio di opera teatrale, uno sfogo dell'inconscio, un trattato mistico, un piagnisteo, una difesa della scienza empirica, un trattato di fisica, e si potrebbe continuare. In verità è alle

Confessioni

che si potrebbe attribuire il gioco di parole che nel libro undicesimo introduce all'esperienza del tempo: se nessuno me lo chiede so cos'è, ma se mi chiede che cos'è, non lo so più»

(Maria Bettetinicite-ref-5[5])

Edizioni

• mw6aLe Confessioni, trad. di mw6qEnrico Bindi, Firenze, G. Barbèra, 1864; Alba-Roma-Catania, Pia Società San Paolo, 1940-42.
• mw6wLe Confessioni, trad. di Onorato Tescari, Torino, SEI, 1935.
• mw7qLe Confessioni, Introduzione, versione e note di Mario Capodicasa, Edizioni Paoline, I ed., aprile 1949 - VIII ed., 1967.
• mw7wLe Confessioni, traduzione di Antonio Masini, Collana I classici del giglio, Firenze, Salani, 1950.
• mw8qLe confessioni, traduzione di Carlo Vitali, Collana BUR, Milano, Rizzoli Editore, giugno 1958; Introduzione di Christine Mohrmann, BUR, aprile 1974-2026; Milano, Fabbri Editori, 1996-2001.
• mw9aLe Confessioni, testo latino dell'edizione di Martin Skutella riveduto da mw9qMichele Pellegrino, Introduzione, traduzione, note e indici di mw9gCarlo Carena, Collana Opere di Sant'Agostino, Roma, Città Nuova, 1965; Prefazione di M. Pellegrino, Collana mw9wI Millenni, Torino, Einaudi, 1967; Introd., trad. riveduta e note a cura di C. Carena, Collana mw-aNUE n.187, Einaudi, 1984; Collana Uomini e religioni, Mondadori, maggio 1984; Milano, CDE, 1986; Collana Oscar Classici n.293, Mondadori, giugno 1994; trad. nuovamente riveduta di C. Carena, a cura di mw-qMaria Bettetini, mw-gBiblioteca della Pléiade, Einaudi, 2000; commento di M. Bettetini riveduto, Collana Einaudi Tascabili, Einaudi, 2002-2026; Collana Oscar Grandi Classici n.90, Mondadori, agosto 2003; postfazione di mw-wMario Dal Pra, Collana Oscar Classici n.657, Mondadori, febbraio 2012; Milano, RBA, 2017; Collana Oscar Classici. Sophia, Milano, Mondadori, aprile 2025, ISBN 978-88-048-0371-3.
• mw-gLe Confessioni, Introduzione, versione e note a cura di Giuseppe Capello, Torino, Marietti, 1966.
• mwaqaLe confessioni, Introduzione, testo e trad. a cura di Antonio Marzullo, premesse e note di Virginia Foà Guazzoni, Bologna, mwaqeZanichelli Editore, 1968.
• mwaqmLe Confessioni, traduzione e commento del Padre Anselmo Bussoni,cite-ref-6[6] Parma, Abbazia di S. Giovanni Evangelista, 1973; Parma, Luigi Battei, 1983; II ed., Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 1994.
• mwaqoLe Confessioni, Introduzione, trad. e note di Aldo Landi, Collana Patristica e del Pensiero Cristiano, Roma, Edizioni Paoline, 1975; IV ed. riveduta, Collana Letture cristiane del primo millennio, Cinisello Balsamo, Edizioni Paoline, 1987, ISBN 978-88-315-0059-3.
• mwaq0Confessioni, trad., Introduzione e commento di Matteo Perrini, Brescia, La Scuola, 1977-2005, ISBN 978-88-350-1745-5.
• mwaraLe Confessioni, trad. di Don Sauro Carletti, Todi, Tipografia Tuderte, 19?.
• mwariConfessioni, Introduzione di Stefano Pittaluga, trad. e note di mwarmRoberta De Monticelli, Collana I Classici, Milano, Garzanti, 1989; Collana mwarqI Libri della Spiga, Garzanti, 1990, ISBN 978-88-115-8604-3; Collana I grandi libri, Garzanti, 1991-2025.
• mwarcConfessioni, trad. di Gioachino Chiarini, testo critico e apparati a cura di mwarkManlio Simonetti, commento a cura di diversi autori, 5 voll., Collezione mwaroScrittori greci e latini, Milano, mwarsFondazione Lorenzo Valla-Mondadori, 1992-1997.
• mwar0Le Confessioni, trad. del Padre Guido Sommavilla, Introduzione e commento di Hans Urs von Balthasar, Casale Monferrato, Piemme, 1993, ISBN 978-88-384-1476-3.
• mwar8Le Confessioni, trad. e cura di Giuliano Vigini, testo latino dell'edizione Maurina (1679), Milano, Editrice Bibliografica, 1993-1998; presentazione di mwaseJoseph Ratzinger, Cinisello Balsamo, San Paolo Edizioni, 2001, ISBN 978-88-215-4379-1.
• mwasqSoliloqui e Confessioni, a cura di Aldo Moda, Collezione Classici delle religioni, Torino, UTET, maggio 1997, ISBN 978-88-020-5065-2.
• mwascConfessioni, traduzione di Padre Giorgio Sgargi, Introduzione di Antonio Cacciari, Collana Classici Greci e Latini, Siena, Barbèra Editore, 2007, ISBN 978-88-789-9152-1; Collana Classici Greci e Latini, Santarcangelo di Romagna, Rusconi, 2010-2026, ISBN 978-88-180-2749-5 - ISBN 978-88-180-4137-8.
• mwaswLe Confessioni, trad. di Vico Stella, Note e Introduzione di P. Remo Piccolomini, Collana Gli scritti dei santi, Camerata Picena, Shalom, 2008.
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• citerefconfessioninewtonLe confessioni, a cura di Dag Tessore, traduzione di Dag Tessore, introduzione di Vittorino Grossi, Roma, Newton Compton, 2008. - Collana I grandi classici, s.l., Liberamente, 2025, ISBN 978-88-631-1618-2.
• mwatuStorie di conversione. Confessioni, libro VIII, a cura di mwatyFabio Gasti, Venezia, Marsilio, 2012.

Note

cite-note-11. mwat0mwat4ConfessioniNewton,mwat8 pp. 8-9.
cite-note-cita-confessioninewton-p-10-22. mwauumwauyConfessioniNewton,mwauc p. 10.
cite-note-31. B. Gentili- E. Pasoli- M. Simonetti, mwausStoria della letteratura latina, Bari, 1979, p. 456
cite-note-44. mwau8(mwavamwaveLA,mwavi mwavmEN) mwavqmwavuSancti Augustini vita scripta a Possidio episcopo, edited with revised text, introduction, notes, and an English version by Herbert T. Weiskotten, Princeton, Princeton University Press, 1919, p.mwavy 40.
cite-note-55. Maria Bettetini, «La lezione di Agostino. Uscire da sé e in sé rientrare. Il libro undicesimo delle «Confessioni» parla di un tempo ancorato al soggetto che porta in sé il passato, e si tende verso il futuro, conoscibile attraverso lo stesso passato», Domenica Il Sole 24 Ore, 6 settembre 2015, p.33
cite-note-66. 1919-2013

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Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-filosofiaConfessioni, Le (Confessionum libri XII o Confessiones), in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefbritannica-com(EN) James O'Donnell, Confessions, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Edizioni e traduzioni di Confessioni, su Open Library, Internet Archive.
• mwawm(LA) Testo completo delle Confessioni, su augustinus.it, versione originale in latino.
• mwawuTesto completo delle Confessioni, su augustinus.it, traduzione italiana.
• mwawcChristine Mohrmann, Introduzione, su books.google.it.